Contrariamente a quanto annunciato, il pianista Sandro De Palma non potrà essere presente al concerto di lunedì 26 gennaio.
Il Quartetto Adorno eseguirà, quindi, il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 127 di Ludwig van Beethoven invece che il Quintetto in fa minore di César Franck.
Lunedì 26 gennaio Matteo Manzitti presenterà e introdurrà il concerto del Quartetto Adorno alle 19:30, nella Sala Grande del Teatro Carlo Felice.
Matteo Manzitti si diploma in composizione a Milano sotto la guida di Fabio Vacchi, poi si specializza al Conservatorio della Svizzera Italiana con Nadir Vassena.
Sue composizioni sono state eseguite da Ensemble e Orchestra rinomate quali i Cameristi della Scala, l'Orchestra Filarmonica di Torino, L'Ensemble Sentieri Selvaggi.
Come Direttore Matteo Manzitti si è sempre concentrato sul repertorio contemporaneo dirigendo diverse prime nazionali, europee e assolute.
Nella veste di didatta è vincitore del Premio Abbiati per la scuola 2023 e autore del libro "Musica in Libertà" edito da Curci Music and Books.
“They play with one mind, beauty of sound, intonation, precision and wonderful musical ideas and expression“. Geraldine Walther – Takács Quartet
Il Quartetto Adorno si è fatto conoscere a livello internazionale aggiudicandosi il Terzo Premio (con Primo non assegnato), il Premio del Pubblico e il Premio Speciale per la migliore esecuzione del brano contemporaneo di Silvia Colasanti nell’edizione 2017 del Concorso Internazionale “Premio Paolo Borciani”. Nella storia trentennale del Concorso nessun quartetto italiano aveva ottenuto un riconoscimento così importante.
Nel 2018 il Quartetto Adorno è vincitore della X Edizione del Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi “V. E. Rimbotti” e diviene inoltre artista associato in residenza presso la Chapelle Musicale Reine Elisabeth di Bruxelles.
Nel 2019 il Quartetto Adorno riceve un prestigioso riconoscimento artistico ricevendo il Premio “Una vita nella musica giovani 2019”.
Fondato nel 2015, il nome del quartetto è un omaggio al filosofo Theodor Wiesengrund Adorno che, in un’epoca di declino musicale e sociale, individuò nella musica da camera una chiave di salvezza per perpetuare un vero rapporto umano, secondo i valori del rispetto e dell’anelito alla perfezione.